Lecce

I linguaggi adolescenziali. Dall’identità al bullismo.


location icon Studium 2000


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I linguaggi adolescenziali, che nel polo più basso confinano con quelli giovanili assumendone alcuni caratteri, si riferiscono a realtà molto diverse tra di loro, che rimandano a diverse variabili sociali, geografiche, culturali, ideologiche. Si sviluppano, soprattutto, nei contesti familiari e nel gruppo dei pari. Il linguaggio adolescenziale svolge una forte funzione auto-affermativa, di distintività personale. Questa funzione di affermazione di sé e il carattere emotivo portano ad alcune caratterizzazioni linguistiche, come il ricorso alle allegro-form, la semplificazione della struttura della frase, una modulazione della voce a scopi espressivi. Il linguaggio adolescenziale è particolarmente connotativo e suggestivo, socialmente marcato in quanto viene usato per identificare un gruppo di pari e per escludere gli estranei. Un segnale di questa funzione identitaria è dato dall’uso degli improperi che, con il loro carattere trasgressivo, diventano, in molti casi, contrassegni di appartenenza al gruppo.
Nel nostro contributo daremo particolare rilevanza, nel contesto dei linguaggi adolescenziali, agli abusi linguistici presenti nel bullismo. Si tratta di un fenomeno in cui i protagonisti principali sono il carnefice, individuale o collettivo, e la vittima. Tra i principali fattori di vittimizzazione vi sono l’incapacità
di contrattaccare, l’eccessiva sensibilità, la disabilità, la nazionalità, l’orientamento sessuale, il peso corporeo, il possedere qualcosa che il bullo considera importante e desidera.
Le espressioni usate dai bulli, nel bullismo verbale, si riferiscono soprattutto ai campi semantici che riguardano tali fattori.
Si tratta di espressioni abusive, insulti, prese in giro, minacce e ricatti, diffusione di voci maliziose e false, ripetute nel tempo.
Olwes (2007, The Olweus bullying questionnaire, Center City, MN, Hazelden) distingue fra presa in giro fra amici e presa in giro per bullismo: la prima ha uno scopo ludico e avviene tra pari, la seconda ha
uno scopo diffamatorio e avviene tra pari che presentano uno squilibrio di potere, reale o presunto.
Nella notte della ricerca presenteremo varie testimonianze, sincroniche e letterarie, di usi ludici/identitari della lingua degli adolescenti e, in una prospettiva informativa/didattica, di abusi della lingua praticati dai bulli delle fasce generazionali basse per colpire e distruggere l’immagine sociale di coetanei.

English version

Adolescent languages. From identity to bullying.

The adolescent languages, which share various features with the youth languages – confining with them in the lower pole – refer to very different facts and pertain to different social, geographical, cultural and ideological variables.
They develop, above all, in family contexts and in the peer group. Adolescent language plays a strong self-affirmative function, that of personal distinctiveness. This function of self-affirmation and the emotional character determine some linguistic characterizations, such as the recourse to allegro-form, the simplification of the sentence structure, a modulation of the voice for expressive purposes. Adolescent language is particularly connotative and suggestive, it is socially marked because it is used to identify a group of peers and to exclude outsiders. A sign of this identity function is the use of insults that, with their transgressive nature, become, in many cases, marks of group belonging.
In our contribution we will give particular relevance, in the context of adolescent languages, to the linguistic abuses present in bullying. This is a phenomenon in which the main protagonists are the perpetrator, individual or collective, and the victim. The main factors of victimization are the inability to fight back, excessive sensitivity, disability, nationality, sexual orientation, body weight, possessing something that the bully considers important and desires. In verbal bullying the expressions used, refer especially to the semantic fields concerning these factors:abusive expressions, insults, teasing, threats and blackmail, the spread of malicious and false rumors, repeated over time. Olwes (2007) identifies a mockery of friends and a mockery of bullying: the first has a playful purpose and takes place in the peers group, the second has a defamatory purpose and occurs among peers with real or presumed imbalance of power,. During the European Reseachers’ Night we will raise attention to various synchronic and literary testimonies of playful and identity uses of the language of adolescents and, in an informative / didactic perspective, of abuses of the language practiced by young bullies to strike and destroy the social image of peers.