Lecce

Studi sugli effetti del riscaldamento globale sulla biodiversità ed ecologia degli Hydrozoa nel Mar Mediterraneo.


location icon Studium 2000


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17:00

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21:00


La pressione delle attività umane (inquinamento, introduzione di specie, sovrappesca, sviluppo costiero) sull’ecosistema marino è aumentata nelle ultime decadi con effetti che includono il riscaldamento globale e l’acidificazione degli oceani. Precedenti studi nel Mar Mediterraneo hanno evidenziato che esigui cambiamenti della temperatura possono influenzare l’ecologia delle specie e la diversità delle comunità marine. Inventari completi di specie sono molto rari e la valutazione della biodiversità è spesso ristretta a gruppi studiati in maggior dettaglio (di solito popolari e caratterizzati da specie carismatiche). La maggioranza della biodiversità consiste, invece, in specie poco note segnalate solo da specialisti. Tra queste specie, il gruppo zoologico degli Cnidari (come coralli, anemoni e meduse) comprende organismi particolarmente sensibili ai cambiamenti climatici. Alcune iniziative scientifiche che hanno coinvolto scienziati e scienziate di diversi paesi lungo le coste mediterranee hanno permesso di colmare la scarsità di dati nel monitoraggio a lungo termine (es. Campagna Citizen Science: ‘Occhio alla medusa’). La tecnologia attuale sta contribuendo notevolmente a rendere questo possibile permettendoci di porre le giuste ed essenziali domande per affrontare i problemi attuali che minacciano il nostro pianeta.

English version

Studies on the effects of global warming on Hydrozoan biodiversity and ecology in the Mediterranean Sea.

The pressure of human activities (pollution, species introduction, overfishing, coastal development) on the marine ecosystem has increased in recent decades with effects that include global warming and ocean acidification. Previous studies in the Mediterranean Sea have shown that small changes in temperature can affect the ecology of species and the diversity of marine communities. Complete species inventories are very rare and the assessment of biodiversity is often restricted to groups studied in greater detail (usually popular and characterized by charismatic species). The majority of biodiversity, on the other hand, consists of little-known species reported only by specialists. Among these species, the zoological group of Cnidarians (such as corals, anemones and jellyfish) includes organisms that are particularly sensitive to climate change. Some scientific initiatives that have involved several scientists from different countries along the Mediterranean coasts allowed to reduce the shortage of data in long-term monitoring (e.g. Citizen Science Campaign: “Watch for Jellies”). Current technology is contributing greatly in making this possible and allows us to ask the right and essential questions to address the current problems that threaten our planet.